ECONOMIA INDUSTRIALE
Esercizi collegati alle lezioni del Professor Paolo Mariti
a cura di Andrea Mangani


Lezioni 3 e 4 - L'impresa: caratteri ed organizzazione

D1) V'è differenza tra il concetto di impresa e quello di stabilimento (od unità locale di produzione)? Spiegare brevemente.
D2) Nella maggior parte dei mercati non vi sono "spese" per essere ammessi. Un'impresa non paga normalmente alcuna particolare somma per il solo fatto di acquistare risorse e vendere prodotti e servizi. In che senso, allora, si può dire che vi sono costi di uso del mercato (o costi transazionali) per l'impresa che organizza certe attività ricorrendo ad esso?
D3) Possono i dirigenti di un'impresa avere obiettivi diversi dalla massimizzazione del profitto? Se sì, quali?
D4) Perché i conflitti generati da eventuali comportamenti opportunistici hanno più probabilità di essere risolti all'interno di un'azienda piuttosto che nelle normali transazioni di mercato?
D5) Con quali modalità si possono manifestate i processi di crescita delle imprese?
D6) Quali possono essere i motivi per cui si verifica un processo di fusione tra imprese?

Lezione 5 - I costi: concetti generali

D1) Quale delle seguenti affermazioni è corretta? Spiegare.
a) Tutti i costi fissi sono costi irrecuperabili.
b) Tutti i costi irrecuperabili sono costi fissi.
c) I costi fissi sono pari ai costi irrecuperabili più i costi variabili.

D2) Un'impresa con un una curva del costo medio fatta ad U ha ricavi superiori ai suoi costi quando sceglie un prezzo che uguaglia il suo costo marginale. Su quale sezione della curva del costo medio sta operando l'impresa in questione ?

D3) Un' impresa acquista petrolio grezzo ed organizza con navi proprie il trasporto ai suoi stabilimenti di raffinazione; infine, provvede essa stessa alla distribuzione della benzina fino alle pompe di carburante. Per il trasporto di grezzo essa si avvale di una flotta di petroliere che le consentono di trasportare 300.000 tonnellate di grezzo (per unità di tempo); la capacità di raffinazione dei propri impianti è di 200.000 tonnellate (per identica unità di tempo) ed il parco di automezzi attrezzati per il trasporto di benzina è di 100.000 tonnellate (idem c.s.).
Che problema si trova di fronte l'impresa suddetta? Come può risolverlo?

D4) Se non vi sono spese irrecuperabili, quando un'impresa cessa di produrre per non incorrere in perdite economiche?

D5) Un ristorante in località marina specializzato in piatti di pesce sostiene spese non recuperabili per 10 milioni di lire al mese e costi evitabili per altrettanti milioni al mese. Il suo ricavo totale nei mesi più caldi (poniamo sei) è di 170 milioni di lire, cosicché il suo profitto per detto periodo è di 50 milioni di lire. Il ricavo totale nei mesi più freddi (ancora per ipotesi sei) ammontano a lire 70 milioni, cosicché perde, in questo periodo di tempo, 50.000.000 di lire. Nel complesso, và alla pari sull'intero arco annuale. Non sarebbe meglio se rimanesse chiuso fuori stagione?

Lezioni 6,7 - I costi: economie di scala ed economie di varietà

D1) Supponiamo che la relazione esistente tra costo totale (CT) per l'acquisizione di mezzi di capitale fisico per effettuare una data attività all'interno di una impresa e la capacità produttiva massima (Q) degli stessi mezzi sia data da

CT = F+aQb

dove F sono costi fissi, ed a e b due coefficienti stimabili.
1) se b=1, si può dire se esistono rendimenti di scala crescenti in connessione a tale attività? Esistono economie di scala?
2) La risposta sarebbe diversa se Q fosse molto grande rispetto ad F (ancora per b=1) ? D2) Il concetto di economie di scala equivale a quello di rendimenti crescenti di scala. Giusto o sbagliato?
Discutere.

D3) In un dato mercato è stata calcolata la Scala Efficiente Minima ed essa risulta uguale alle dimensioni assolute del mercato. Quali conclusioni se ne possono trarre?

D4) Sia data la seguente tabella, relativa all'andamento del costo medio di uno stabilimento di calzature:

Anno 1996 1997 1998 1999 2000
Costo milioni medio 500 milioni 420 milioni 380 350 milioni 330 milioni

Esistono economie di scala nella produzione di calzature?

D5) "All'aumentare delle dimensioni di impresa aumentano le economie di gamma di produzione." Vero o falso? Discutere.

D6) Supponiamo che la funzione del costo totale per produrre q1 automobili e q2 veicoli commerciali sia C(q1,q2) = 10.000+70q1+ 80q2: i) qual'è il costo marginale di produzione delle auto? ii) stabilire se la produzione congiunta è sempre meno costosa di quella disgiunta; iii) dati q1 = 100 e q2 = 200, calcolare il risparmio dovuto all'esistenza di economie di varietà.

Lezione 7,8 - La concorrenza

D1) Quali sono le assunzioni fondamentali del modello teorico di concorrenza perfetta?

D2) Essere un venditore che prende il prezzo (price-taker) significa
a) decidere il prezzo sulla base della propria curva del costo totale medio;
b) definire il prezzo massimo che ogni consumatore sarà disposto a pagare per il prodotto desiderato;
c) doversi adeguare al prezzo definito dall'equilibrio tra offerta e domanda di mercato;
d) vendere i propri prodotti ad un prezzo qualsiasi purché non inferiore al costo variabile unitario.

D3) La proposizione che in concorrenza perfetta l'uguaglianza tra costo marginale e ricavo marginale determina necessariamente la massimizzazione del profitto o la minimizzazione delle perdite è valida:
a) sempre;
b) solamente nel lungo periodo;
c) solamente nel caso in cui la curva del costo marginale abbia un'inclinazione positiva nel punto di intersezione;
d) solamente nel caso la curva del costo medio totale risulti decrescente nel punto di equilibrio.

D4) Se in un mercato l'elasticità della domanda rispetto al prezzo è pari a |0.5|, come varia in percentuale la quantità domandata se il prezzo aumenta del 2%?

D5) "La capacità di un'impresa di uscire da un mercato influenza la capacità della stessa impresa di entrare nello stesso mercato". Assurdo? Discutere.

Lezione 9 - Il monopolio

D1) Un'impresa che ottenga un profitto più che normale possiede necessariamente potere di monopolio? Il possesso di potere di mercato è condizione sufficiente per ricavare extra-profitti?

D2) Scoprite che un'impresa è di fatto il solo venditore di una data merce o di una dato servizio,
a) concludete che quell'impresa si comporta senz'altro come farebbe un vero monopolista, cioè carica un prezzo maggiore e limita le vendite;
b) concludete che non è affatto detto che quell'impresa si comporti come se fosse monopolista;
c) nessuna delle precedenti risposte è corretta.
Motivare, in breve, la risposta data.

D3) Un'impresa con potere di monopolio che pratichi un unico prezzo, che abbia l'obiettivo di massimizzare i profitti e sostenga costi marginali positivi e costanti, impone alla società una perdita netta (o secca) a causa
a) di una sottoproduzione, con conseguente perdita di surplus dei consumatori potenziali;
b) di una sovrapproduzione, con un'eccedenza del costi di produzione rispetto ai benefici sociali delle ultime unità prodotte del bene considerato;
c) di una redistribuzione di reddito dal consumatore al produttore.

D4) Un monopolista massimizza il profitto in corrispondenza
a) del livello minimo del costo medio;
b) del punto in cui massimizza i ricavi;
c) dell'uguaglianza tra l'inclinazione delle funzioni di ricavo totale e di costo totale;
d) di tutti i suddetti punti;
e) di un livello differente da quelli sopra indicati;

D5) Un'impresa ha per obiettivo di massimizzare le vendite. Con un grafico, oppure con espressioni matematiche, mostrare la situazione di ottimo in tale caso.
Se esiste un profitto al di sopra di quello normale che cosa se ne deduce?

Lezione 10 - Le imprese dominanti

D1) E' possibile che un'impresa dominante produca un output maggiore di quanto farebbe se avesse il monopolio dello stesso mercato?

D2) "Se alza il prezzo, un'impresa dominante ha problemi in più rispetto ad un monopolista". Corretto? Commentare.

D3) Ecco alcune alternative circa il modello di impresa dominante:
i) L'impresa dominante sceglie il prezzo che massimizza i profitti totali del settore.
ii) L'impresa dominante sceglie un prezzo per eliminare i rivali dal mercato.
iii) Le imprese della frangia scelgono i loro livelli di produzione in modo tale che il prezzo eccede i costi marginali
iv) L'impresa dominante sceglie il suo livello di produzione in modo tale che il costo marginale è uguale al prezzo.
v) La I) e la IV) sono corrette
vi) La II) e la III) sono corrette
vii) Nessuna delle sopraindicate alternative è corretta.
viii) Tutte sono corrette.

D4) "La funzione di miglior risposta della frangia nel modello di impresa dominante è di tipo Cournot." "L'impresa dominante sceglie il prezzo al quale vendere il prodotto basandosi su tale conoscenza". Corretto o no? Spiegare

Lezione 11 - Le misure di concentrazione e potere di mercato

D1) Siano date le seguenti quote di mercato detenute dalle imprese in esso presenti: 50%, 30%, 20%. Calcolare:
I) l'indice di concentrazione di Herfindahl;
II) il "numero equivalente".

D2) Perché può essere utile calcolare il "numero equivalente"?

D3) In un'industria il rapporto di concentrazione RC4 è pari al 60%. Concludete che
a) le prime quattro imprese hanno ciascuna una quota di mercato pari al 15%;
b) le prime quattro imprese hanno complessivamente il 60% del mercato;
c) l'impresa maggiore ha il 50% del mercato, seguita da tre imprese ognuna con il 5% del mercato;
d) le prime quattro imprese hanno complessivamente il 40% del mercato.

Lezioni 14 e 15 - I cartelli: il coordinamento tra imprese (I parte)

D1) Due imprese oligopoliste à la Cournot hanno una identica funzione di costo data da C(q)=5q+(q2/2). Qual è la curva di costo totale C(Q) del duopolio collusivo?

D2) I profitti congiunti di imprese oligopolistiche possono superare quelli del monopolista che operi nella stesse condizioni di costo di quelle imprese?

D3) In concorrenza perfetta le imprese scelgono quel livello di produzione che rende massimo il loro profitto. Se il profitto è già al massimo, come possono sperare le imprese di accrescerlo attraverso un accordo di cartello?

D4) Quali tra i seguenti fattori rende più agevole scoprire le deviazioni da un accordo di cartello?
a) presenza di poche imprese nell'industria;
b) industria caratterizzata da rilevanti scambi commerciali con l'estero;
c) prezzi di pubblica conoscenza;
d) separazione tra proprietà e controllo nelle imprese facenti parte dell'industria.

D5) Perché se i clienti delle imprese che fanno parte di un cartello sono molti e di modeste dimensioni, i cartellisti hanno scarso inventivo a deviare dall'accordo di cartello?

D6) Quali sono gli effetti di una diminuzione del numero delle imprese che aderiscono ad un accordo di cartello, assumendo che al tempo stesso diminuisca anche la quota di mercato del cartello?

Lezione 16-17-18 Oligopolio non cooperativo

D1) Sono dette dominanti quelle strategie che
a) permettono di diventare un'impresa dominante;
b) danno una vincita uguale o maggiore di altre strategie, indipendentemente dalle azioni altrui;
c) permettono di dominare la volontà degli altri giocatori di adottare strategie indipendenti;
d) danno una vincita uguale o maggiore di altre strategie, date le azioni degli altri giocatori.

D2) Dato un insieme di imprese, un insieme di strategie è definito equilibrio di Nash se
a) mantenendo costanti le strategie di tutte le altre imprese, tutte le imprese possono ottenere profitti maggiori, in ugual misura, variando la propria strategia;
b) nessuna impresa può ottenere un profitto maggiore indipendentemente dalle azioni altrui;
c) mantenendo costanti le strategie di tutte le altre imprese, nessuna impresa può ottenere un profitto maggiore variando la propria strategia;
d) non è possibile per nessun altra impresa entrare nel mercato con profitti positivi.

D3) Data la seguente matrice delle vincite del giocatore A e B, trovare gli eventuali equilibri di Nash (il primo valore in ciascuna casella rappresenta la vincita del giocatore A, mentre il secondo rappresenta la vincita del giocatore B).

giocatore B
Strategie
1
2
3
1
10,9
8,10
11,7
giocatore A
2
10,7
5,5
13,8
3
11,11
3,5
0,0

D4) Nel modello di duopolio di Cournot, la funzione di miglior risposta mostra
a) il massimo livello del ricavo dato l'output del rivale;
b) il livello del profitto dato l'output del rivale;
c) il livello di produzione che massimizza il profitto, dato l'output del rivale;
d) il massimo livello di produzione dato l'output del rivale.

D5) Quali sono le principali differenze tra un concorrente alla Cournot ed un concorrente alla Bertrand? E qual'è la principale analogia ?

D6) Sotto quali condizioni l'equilibrio di Cournot e di Bertrand sono identici?

D7) Che analogia c'è tra il modello di Stackelberg e quello di impresa dominante con frangia competitiva?

D8) Considerate il caso generale di due imprese ciascuna di fronte ad una curva di domanda inversa p=a-bq e costo marginale pari a c, dove a, b, e c sono costanti positive. Qual è il livello di produzione di equilibrio di Cournot per ciascuna impresa in questo caso generale?

D9) Si assuma che la curva di domanda di mercato sia data da Q=100-p e che le due imprese sul mercato abbiano entrambe costi fissi pari a zero e costi marginali nulli. Se le due imprese possono entrambe scegliere tra produrre 30 o 50 unità, trovare il profitto di ciascuna impresa nei quattro casi possibili. Si rappresenti tale informazione utilizzando una matrice delle vincite (payoffs). Esiste un equilibrio di Cournot? E' anche un equilibrio di Nash?

Lezione 19 I giochi ripetuti

D1) All'interno di un gioco ripetuto, i giocatori
a) non tengono conto degli esiti del gioco nei periodi precedenti;
b) ripetono in ogni periodo lo stesso comportamento;
c) in ogni periodo del gioco, tengono conto solo del comportamento adottato da essi stessi nei periodi precedenti;
d) tengono conto degli esiti dei periodi precedenti e delle strategie adottate nei periodi precedenti dagli altri giocatori.

D2) In un gioco ripetuto possono verificarsi degli esiti collusivi, che non rappresenterebbero un equilibrio di Nash in un gioco uniperiodale. Quali sono i fattori o le circostanze che possono facilitare un esito collusivo in un gioco di Cournot, o di Bertrand?

Lezione 20 La concorrenza monopolistica

D1) Perché in concorrenza monopolistica la curva di domanda immaginata dall'impresa è più elastica (più piatta) della curva effettiva di domanda (o curva della quota di mercato) che essa ha di fronte?

D2) Se i prodotti in un dato mercato sono differenziati, perché le imprese che operano in concorrenza monopolistica non vengono considerate semplicemente come una serie di monopolisti?

D3) Quand'è che un prodotto può considerarsi "differenziato" rispetto agli altri offerti sul mercato?

Lezione 21-22 Il comportamento strategico

D1) Nel caso in cui un'impresa attui una politica di prezzo predatoria, essa
a) incorre in perdite di breve periodo per ottenere profitti di lungo periodo;
b) massimizza i profitti di breve periodo e poi esce dal mercato;
c) pratica un prezzo di perfetta concorrenza;
d) tutte le tre cose precedenti.

D2) Il seguente gioco in forma estesa rappresenta una situazione in cui il monopolista (M) in un mercato può reagire o meno, praticando prezzi concorrenziali (PC) oppure accomodanti (PA), all'entrata di un concorrente (E) nel mercato. Il monopolista minaccia l'entrante in questo modo: se entri nel mercato, praticherò prezzi concorrenziali e ti farò andare in perdita. Dati i payoff riportati (la prima cifra corrisponde ai profitti del monopolista, la seconda a quelli dell'entrante), cosa fareste se voi foste l'entrante e doveste decidere se entrare o meno?



D3) Un'impresa attua una strategia di prezzo limite quando
a) fissa un prezzo al di sotto del proprio costo medio;
b) fissa il prezzo e l'output in modo che non rimanga domanda sufficiente ad un'altra impresa per entrare con profitto nel mercato;
c) fissa un prezzo al di sotto del costo medio variabile ma al di sopra del costo marginale;
d) fissa il prezzo e l'output in modo da limitare il numero di imprese che possono entrare con profitto nel mercato.

D4) Come può un "incumbent" (impresa già presente nel mercato) rendere credibile una strategia di prezzo limite?

D5) Si consideri un'impresa che prende delle decisioni produttive nel periodo 1, tenendo conto della possibilità dell'entrata di una seconda impresa nel periodo 2. Quand'è che, in un contesto strategico, l'impresa ha incentivo a produrre più della quantità che massimizza i profitti?

D6) Facendo riferimento alla domanda precedente, il vantaggio acquisito attraverso l'esperienza non ha molta rilevanza
a) quando l'apprendimento è estremamente lento;
b) quando l'apprendimento è estremamente rapido;
c) in tutti gli altri casi;
d) se vi sono elevati tassi di interesse.
Spiegare brevemente la risposta

Lezione 23-24-25 La discriminazione di prezzo

D1) Un monopolista che pratichi una perfetta discriminazione di prezzo
a) si appropria di tutto il surplus del consumatore;
b) produce a un livello al quale costo marginale = ricavo marginale;
c) produce un output maggiore rispetto ad un monopolista che non applichi una tale politica;
d) tutto quanto precede è corretto.

D2) Caricare prezzi diversi ad acquirenti (o gruppi di acquirenti) diversi di un identico prodotto costituisce necessariamente una pratica di discriminazione di prezzo? L'assenza di differenze di prezzo denota necessariamente assenza di pratiche discriminatorie?

D3) Un'impresa con potere di mercato (e con l'obiettivo di massimizzare i profitti) che pratichi una politica di segmentazione dei mercati di vendita sfruttando le diverse elasticità della domanda al prezzo in ciascuno di essi, produrrà di più o di meno che se praticasse un prezzo unico sugli stessi mercati?

D4) Le funzioni di domanda di viaggi aerei di un uomo di affari (a) e di un turista (t) sono rispettivamente
Pa = 620 - 100Qa
Pt = 180 - 40Qt.
Il costo marginale per la compagnia aerea è pari a 20 per passeggero. Dato l'obiettivo di massimizzare il profitto, quale prezzo la compagnia farà pagare ad ognuno?

D5) Indicare come potrebbe procedere un'impresa per prevenire l'arbitraggio dei seguenti prodotti qualora essa intendesse praticare un prezzo non uniforme:
a) vino da esportazione;
b) aspirapolvere;
c) viaggi organizzati in autobus.

D6) Quali dei seguenti prodotti ritenete che siano facilmente vendibili a consumatori diversi a prezzi differenti e perché?
a) Automobili
b) Biglietti di teatro
c) Un taglio di capelli
d) Benzina
e) Patatine fritte

D7) Le cassette video di film di successo sono spesso vendute agli utilizzatori finali a prezzi assai più ridotti rispetto alle cassette video di film di poco successo vendute ai noleggiatori. Perché?

Lezione 26-27-28 L'integrazione verticale

D1) Alcuni prodotti richiedono mezzi di trasporto su strada costruiti appositamente (es: trasporto di emoderivati) Se il trasportatore stipula un contratto con un produttore per il trasporto di tali prodotti, ed investe in mezzi di trasporto così specializzati, può questo investimento dar luogo a comportamenti opportunistici da parte del produttore, del trasportatore, o di entrambi? Come si può prevenire un tale comportamento?

D2) Per ciascuna delle situazioni descritte qui di seguito identificare quelle nelle quali i costi transazionali sono verosimilmente elevati e vi aspettereste pertanto di trovare una sola impresa integrata anziché imprese separate:
a) un fabbricante di "brigidini" di Lamporecchio(§) ha bisogno di quantitativi di zucchero e farina per la sua produzione;
b) un produttore di cartoline d'augurio e postali abbisogna di una offerta prontamente disponibile di vari tipi (colore, spessore, dimensioni, etc.) di cartoncino da stampa;
c) un calzaturificio che produce scarpe da donna di elevato pregio ha bisogno di fibbie per esse.
(§) Lamporecchio è una cittadina toscana. I "brigidini" sono sottili cialde dolci e croccanti fatte di pasta aromatizzata al seme di finocchio.

D3) Poche persone sarebbero d'accordo nel sostenere che le economie di mercato - del tipo di quelle che caratterizzano ad esempio i paesi della Comunità Europea ed altri ancora- sono in generale meno efficienti delle economie pianificate centralmente, del tipo dell'URSS o dell'Europa Orientale prima della fine degli anni '80. Perché, allora, le imprese normalmente operano con un controllo gerarchico spesso anche molto centralizzato? Non sarebbe più efficiente se, ad esempio, i lavoratori di una linea di montaggio si scambiassero l'un l'altro le parti ed i pezzi semilavorati prima e dopo la loro lavorazione di essi, ottenendo un margine competitivo sugli scambi piuttosto che un salario fisso?

D4) L'esistenza di economie di scala all'interno di uno o più processi produttivi può spiegare il grado di integrazione verticale di un'impresa? Motivare la risposta.

D5) Come misurereste il grado di integrazione verticale di un'impresa?

D6) Immaginate che un grossista venda i suoi prodotti tramite un solo dettagliante. Per semplicità, si assuma che i costi di consegna delle merci tra una fase e l'altra, e, in generale, i costi transazionali, siano nulli o trascurabili. In tal modo il prezzo unitario che il grossista fa pagare al dettagliante è il costo marginale per quest'ultimo. In quali delle seguenti situazioni di mercato l'integrazione verticale influenza i prezzi, le vendite ed i profitti?
a) grossista competitivo, dettagliante competitivo;
b) grossista competitivo, dettagliante monopolista;
c) grossista monopolista, dettagliante competitivo.

D7) Perché, spesso, le industrie "nuove" sono caratterizzate da un elevato grado di integrazione verticale? Rispondere brevemente.

Lezione 32-33 L'informazione

D1) Che cosa si intende per fenomeno di selezione alla rovescia*? Da quale dei seguenti fattori è determinata?
a) comportamento opportunistico dei venditori;
b) comportamento opportunistico dei compratori;
c) imperfetta informazione dei venditori sulle caratteristiche dei consumatori;
d) imperfetta informazione dei consumatori sulle caratteristiche dei prodotti in vendita.
* Normalmente nei testi si incontra il termine selezione avversa, derivante da una traduzione letterale dell'espressione inglese.

D2) In presenza di selezione alla rovescia, quali sono i possibili esiti di mercato?
a) scomparsa dei beni di più alta qualità;
b) scomparsa dei beni di più bassa qualità;
c) scomparsa dei beni di media qualità;
d) riduzione dei prezzi di mercato.

D3) Quali tra i seguenti fattori possono ridurre il fenomeno di selezione alla rovescia?
a) creazione di reputazione dei venditori;
b) esperienza dei consumatori;
c) fissazione di standard qualitativi;
d) emissione di certificati di garanzia;
e) pubblicità da parte dei venditori.

D4) Poniamo che nel mercato delle auto usate vi sia asimmetria informativa: i consumatori, che sono neutrali rispetto al rischio, non conoscono la qualità dell'auto prima dell'acquisto. Essi ritengono che il 20% delle auto sia in cattive condizioni, e valutano 10 milioni un'auto di questo tipo; un'auto in buone condizioni viene invece valutata 20 milioni di lire. Qual'è, per i consumatori, il valore di un'auto scelta a caso? Si verificherà un fenomeno di selezione avversa?

D5) "La reputazione è più efficace come incentivo a mantenere alta la qualità del prodotto quando un'impresa contraddistingue con un unico marchio molti prodotti diversi". Vero o falso? Motivare.

D6) In presenza di informazione imperfetta dei consumatori sulla qualità dei prodotti, i prodotti di migliore qualità scompariranno sempre dal mercato?

Lezione 34-35 La pubblicità

D1) In un oligopolio, ha più probabilità di successo un accordo collusivo circa la quantità di pubblicità oppure circa i livelli di produzione? Motivare succintamente la risposta.

D2) Che cos'è un "bene fiducia" ("credence goods")?
a) un bene la cui qualità è accertabile dal consumatore prima dell'acquisto;
b) un bene la cui qualità è garantita dal venditore;
c) un bene la cui qualità è accertabile dal consumatore dopo il consumo;
d) un bene la cui qualità non è accertabile dal consumatore.
Fare un paio di esempi di bene fiducia.

D3) Qualsiasi forma di pubblicità ha sempre sia un contenuto informativo sia uno persuasivo. In ogni caso, quali sono i beni per i quali secondo voi ha maggiore peso un'attività pubblicitaria di tipo persuasivo?

D4) "Un produttore di un bene di bassa qualità ha incentivo a fare pubblicità; attraverso al pubblicità aumenta la domanda dei suoi prodotti, controbilanciando lo svantaggio rispetto ai produttori di beni di alta qualità". Vero o falso? Discutere.

D5) Fino a quando un'impresa aumenterà il suo livello di attività pubblicitaria?

D6) In che senso la pubblicità può costituire una barriera all'entrata in un mercato?